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Instabilità: è davvero una circostanza eccezionale?

Viviamo anni che sperimentano condizioni mai vissute prima: la pandemia ha creato situazioni inaspettate e imprevedibili da cui non siamo ancora usciti e  lo spettro di una guerra completa un quadro che altro non può che lasciarci incerti e insicuri di fronte al futuro.

Una condizione psicologica questa che di fatto non può essere catalogata come fertile per intraprendere nuovi percorsi o prendere decisioni, personali o professionali. Una situazione che trova i più in qualche modo in attesa, incerti sul da farsi, dove gli imprenditori preferiscono fermarsi e aspettare che tutto sia più chiaro prima di fare passi avanti o investire nella propria attività.

Come cervi abbagliati dalla luce dei fari, si attende che qualcosa segnali che sì, è finalmente sicuro muoversi.

Ma è proprio così? Siamo sicuri che l’instabilità sia una condizione passeggera? O è forse quella a cui noi dobbiamo adattarci?

INSTABILITA’ COME CONDIZIONE PERMANENTE

Una caratteristica essenziale del capitalismo è l’instabilità. Questo sistema economico ha moltiplicato per più di 10 volte il reddito medio procapite in termini reali degli abitanti del globo, dopo millenni di tendenziale ristagno. Ma d’altro canto «si è dimostrato iniquo nella distribuzione del reddito e della ricchezza, come pure inquinante, lesivo dell’ambiente… (e) altamente instabile». (il sole 24ore)

Eppure, in questa condizione di altalenante precarietà, l’economia moderna ha saputo svilupparsi .

E’ possibile quindi che, proprio in momenti come questi, sia necessario mantenere un baricentro e, controvento, trovare una strada che porti, nonostante tutto, all’evoluzione?

Osare, guardare oltre, progredire, innovarsi. Sarà forse questo, contrariamente al “comune buon senso” che potrebbe fare la differenza, non solo ora ma anche in futuro?

Quanti sono disposti a osare? Forse, quanti sopravviveranno.

La parola “crisi” viene dal greco “krísis” e indica “scelta”, “decisione”. Se riflettiamo sull’etimologia della parola, possiamo coglierne una sfumatura positiva, in quanto ogni momento di crisi, cioè di riflessione e valutazione, può trasformarsi in una opportunità e in un presupposto per un miglioramento e una rinascita.

Guardare adesso al futuro, pianificare una strategia, metterla in atto, forse non è mai stato così determinante.

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