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La pandemia per il mondo del vino? Boom con l’e-commerce

Chi mi conosce sa bene che sono, personalmente, una grande appassionata di vini. La ritengo l’ennesima espressione dell’eccellenza italiana, un mondo “antico” ma in continua innovazione, un prodotto che va al di là del consumo ma che si fa portatore di valori, emozioni, momenti, così come dovrebbe essere un nel marketing ben studiato. Insomma, un settore ricchissimo di fascino, che oggi si fa esempio di quello che è un trend figlio della pandemia, che qui riconferma che no, non è tutto perduto.

Parlo naturalmente dell’ecommerce, paracadute per molti settori segnati dal lockdown e addirittura spinta prepulsionale per mercati che, un po’ per predispozione e un po’ per ampie vedute, l’hanno saputa cavalcare.

Il mondo dei vini è senza dubbio esempio di questa seconda categoria: la pandemia ha chiuso ristoranti ed enoteche, la crisi poteva essere profonda, invece ha messo in moto una serie di azioni che hanno dato la svolta al mercato e che no, non si fermeranno anche a pandemia finita.

Nel 2020 il mercato italiano wine &spirits online ha superato i 100 milioni di euro, crescendo dal 20% al  30% anno su anno (Source: Statista. Com). Ma non è finita: la crescita del 70% della vendita del food online trova come motore proprio il mercato del vino, che passa in soli due anni a un business da pochi milioni a oltre 150 milioni di euro. Infatti lo scorso anno ad acquistare online vino è stato il 27% degli italiani, contro il 17% dell’anno precedente.

Lo testimonia anche l’andamento di Mondo del vino, storica realtà del mercato enologico che è cresciuta dell’8,5% lo scorso anno (Source: il Sole 24 Ore) grazie a una strategia distributiva multicanale, che ha salvato l’azienda dalle chiusure delle singole realtà, e da un e-commerce già ben avviato, che ha messo l’acceleratore proprio con la pandemia.

Un mercato che storicamente necessita di esperienza sensoriale olfattiva, visiva e naturalmente di gusto, che ha saputo andare oltre a consuetudini consolidate e offrire un servizio di alto livello in grado di andare oltre le abitudini.

Un settore dalla lunga tradizione che ha però un ampissimo potenziale inespresso, che può essere sviluppato sia online che offline.

Non molto tempo fa ho per esempio scoperto l’arte e gli eventi organizzati da Miky Degni e dalla sua agenzia (una realtà storica di Milano) a supporto di realtà tra le più prestigiose del panorama enologico italiano: opere d’arte dipinte con grandi vini e realizzazioni live nelle tenute delle aziende stesse o in location ricche di fascino, in grado di intrattenere e al tempo stesso promuovere le cantine.

E come non citare grandi esempi come Ca’ Dei Frati, realtà tra le più grandi etichette italiane nel mondo, anima vera del territorio del lago di Garda e azienda dalla lunga storia ma sempre attenta all’innovazione (eventi, social, e non solo) oppure anche aziende giovani e dinamiche, come La Grazia Viticoltura Eroica, etichetta tutta al femminile che ha saputo raccogliere la sfida di coltivare vini anche lontani dalla tradizione del territorio (e parliamo di un luogo carico di storia come la Valtellina), per promuovere alternative nuove e dal grande appeal?

Ecco, laddove vedo potenziale, terra fertile per nuove idee, evoluzione, rimango sempre affascinata. Ecco, il mondo del vino è senza dubbio così. La digitalizzazione lo ha dimostrato, ma ancora tanto si può fare, è questo il bello.

Cheers!

Lisa

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